Curiosando per il web mi sono messo a cercare quali siano le webcam di Firenze attive e visibili sul web. A dire il vero non ne ho trovate moltissime, pensavo ce ne fossero di più. Sicuramente ce ne saranno altre, ma meno accessibili. Ad ogni modo vorrei riportarvi di seguiti alcuni siti dai quali è possibile seguire la vita in città(in alcune vie o piazze della città) in diretta.
Il miglior risultato che sono riuscito a trovare, per qualità delle immagini, per inquadrature e luoghi di istallazione delle webcam è il sito www.skylinewebcams.com. La webcam istallata sui tetti sopra Piazza della Signoria è magnifica. Inoltre le immagini sono piuttosto nitide ed i colori corrispondono abbastanza alla realtà. Questo sito è di gran lunga il migliore he ho trovato.
Altro sito specializzato è www.webcamfirenze.it: ha diverse webcam sulla città di media qualità, che però non si aggiornano velocemente. Le stesse immagini si possono vedere anche su http://webcamfirenze.altervista.org/ in modo più grande e nitido.
Segnalo infine webcams.travel che mette a disposizione alcune immagini e video di alcune webcam alloggiate sui tetti dei palazzi fiorentini. Non sono molto aggiornate però, l'effetto è un po' scarso direi.
Se qualcuno conoscesse altre webcam visibile sul web mi scriva oppure posti commenti. Devo dire che queste webcam sulle nostre teste mi hanno un po' incuriosito e sono curioso di sapere se ce ne fossero altre.
Con questo blog ho intenzione di parlare di quella che credo sia la città più bella del mondo.Quello che vedo, qualcosa che succede. Descrizioni di piazze e monumenti e poi curiosità sui luoghi e su le storie di Firenze. Se avrete il piacere di seguire il blog potremmo parlare dei ristorantini migliori del centro città o dei migliori luoghi dove fare una buona merenda.
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martedì 1 marzo 2016
Webcam su Firenze
Etichette:
Palazzo Vecchio,
Piazze Fiorentine,
Webcam
Ubicazione:
Firenze, Italia
venerdì 19 febbraio 2016
Passegiata domenicale d'altri tempi
La passeggiata al Piazzale Michelangelo è sempre stata un po' la passeggiata della Domenica. Ricordo i racconti dei nonni delle passeggiate al Piazzale Michelangelo con tappa al giardino detto Bobolino o la sosta a San Niccolò per la merenda. Certo ora ci sono più auto ed i locali sono cambiati, a San Niccolò vanno piuttosto forte gli aperitivi oggi però il fascino di una passeggiata spensierata al Piazzale Michelangelo è sempre lo stesso.
Domenica scorsa dalla stazione di Santa Maria Novella ho preso il 12 che è il bus o "tramme", come diciamo sbagliando a Firenze, che porta sino al Piazzale Michelangelo. La Domenica non c'è molto traffico, era il primo pomeriggio, e velocemente il "tramme" è arrivato al Piazzale Michelangelo, passando per i quartieri di San Frediano e di Porta Romana. Alcuni turisti scesero inconsciamente, o sapientemente chissà, un fermata prima cioè proprio sotto le scalinate bianche che salgono alla monumentale chiesa di San Miniato(che merita un post tutto suo prossimamente) per visitare la chiesa e scendere poi dall'alto verso il Piazzale Michelangelo.
Quando si arriva al Piazzale Michelangelo si gode sempre. Si starebbe ore a sedere sulle scalinate che si affacciano sul Duomo e sul Ponte Vecchio, oppure selle balaustre in pietra scaldati dal sole del pomeriggio a respirare il buon profumo dei lecci del boschetto del colle che scende verso l'Arno, con gli occhi incantati sui tetti rossi, sulle punte dei campanili e sul Duomo credendo di poterlo sfiorare con le dita.
Dal Piazzale Michelangelo si possono scegliere diversi itinerari per la discesa in città. Quello che tengo più a cuore è il percorso che scende con una lunga scalinata, con scalini bassi e lunghi, fino a San Niccolò: la scalinata del Monte le Croci. Per accedere alla scalinata bisogna trovare le strisce pedonali sul viale che va verso la chiesa di San Miniato. Individuato l'attraversamento pedonale troverete le scale sia a destra che a sinistra. Imboccando le scale a destra, tra i bar per intendersi, si scende verso la città mentre a sinistra della strada la scala sale verso la chiesa di San Salvatore al Monte, punto finale della scalinata. Così sono sceso giù per la scalinata. Seguendo i lunghi scalini
ci si rende conto che la scalinata rappresenta la via Crucis: ci sono grandi croci in legno corrispondenti alle fermate di Gesù.
Si scende dritti sino alla Porta di San Niccolò, il bel quartiere a ridosso della terza cerchia di mura fiorentine. A San Niccolò ci sono diversi locali uno accanto all'altro, c'è anche una gelateria. Ci sono gallerie d'arte contemporanea come lo studio di Clet Abraham con i suoi cartelli artistici che hanno affascinato Firenze, ora un po' demodé forse, ma sicuramente un principe della contemporary street art mondiale. Della serie: basta che non esageri con quei cartelli stradali modificati perché dopo un po' comincia a rompere troppo le scatole... :-P
Insomma attraversato il borghetto di San Niccolò sono passato per via dell'Olmo per arrivare in Piazza Demidoff (ombrosa e fresca d'estate). Di lì seguendo il Lungarno sulla sinistra, ho poi attraversato il Ponte alle Grazie dal quale si gode di una vista privilegiata sul Ponte Vecchio. Quindi via de' Benci e sono arrivato in Piazza Santa Croce. Una volta in Piazza Santa Croce merita svoltare a sinistra in via Borgo dei Greci e passeggiare per le storiche botteghe artigiane del cuoio fiorentino. Certo bisogna saper riconoscere le botteghe fiorentine, quelle che sono lì da anni, che c'erano prima che nascessi e che ancora oggi rappresentano il fiore all'occhiello della manifattura fiorentina. Quelle dei Fiorentini per intenderci. Diciamo che ci sono negozi che hanno oggetti più o meno vaghi, tutti uguali tra loro...poco Made in Italy e molto Made chissà dove... è un problema del nostro tempo però credo che noi possiamo scegliere cosa e dove acquistare anzi dobbiamo scegliere.
La mia passeggiata è continuata in fondo a Borgo dei Greci fino a Piazza San Firenze e poi Piazza della Signoria. All'angolo di San Firenze mi sono preso una piccola pausa giusto per godermi una buona cioccolata calda al Bar San Firenze.
Da Piazza della Signoria ho proseguito poi in via Porta Rossa(la prima a sinistra di via Calzaioli) passando per la Loggia del Porcellino fino ad arrivare in via Tornabuoni, la via dell'alta moda.
Seguendo le vetrine delle famose case di moda si arriva in Piazza Antinori, uno slargo più che altro, dove campeggia solenne la chiesa dei Santi Michele e Gaetano, di rado aperta al pubblico. Così ho approfittato dell'apertura per una visita alla chiesa barocca del XVII secolo che ospita opere di elevato spessore artistico. All'interno è molto curata dal pavimento al soffitto. Costruita tra i palazzi delle famiglie nobili fiorentine come i Tornabuoni(palazzo a fianco della chiesa) e gli Antinori(palazzo di fronte), la chiesa fu costruita e arricchita di prestigiose opere artistiche. Proprio queste famiglie contribuirono economicamente, insieme alla famiglia ducale dei Medici, all'arricchimento di quella che era la chiesa della zona più fastosa della città.
Da Piazza Antinori inizia via Antinori, proprio di fronte alla chiesa sulla destra. Di lì si arriva in via delle Belle Donne e svoltando a destra si prosegue sino a Piazza Santa Maria Novella. Ritornato alla stazione e al punto di partenza ho terminato la mia passeggiatina fiorentina.
Link:
Clet Abraham su Pinterest:
https://it.pinterest.com/thinkorange/clet-abraham/
La bella Chiesa dei Santi Michele e Gaetano:
http://www.chiesasangaetanofirenze.it/
Domenica scorsa dalla stazione di Santa Maria Novella ho preso il 12 che è il bus o "tramme", come diciamo sbagliando a Firenze, che porta sino al Piazzale Michelangelo. La Domenica non c'è molto traffico, era il primo pomeriggio, e velocemente il "tramme" è arrivato al Piazzale Michelangelo, passando per i quartieri di San Frediano e di Porta Romana. Alcuni turisti scesero inconsciamente, o sapientemente chissà, un fermata prima cioè proprio sotto le scalinate bianche che salgono alla monumentale chiesa di San Miniato(che merita un post tutto suo prossimamente) per visitare la chiesa e scendere poi dall'alto verso il Piazzale Michelangelo.
Quando si arriva al Piazzale Michelangelo si gode sempre. Si starebbe ore a sedere sulle scalinate che si affacciano sul Duomo e sul Ponte Vecchio, oppure selle balaustre in pietra scaldati dal sole del pomeriggio a respirare il buon profumo dei lecci del boschetto del colle che scende verso l'Arno, con gli occhi incantati sui tetti rossi, sulle punte dei campanili e sul Duomo credendo di poterlo sfiorare con le dita.
Dal Piazzale Michelangelo si possono scegliere diversi itinerari per la discesa in città. Quello che tengo più a cuore è il percorso che scende con una lunga scalinata, con scalini bassi e lunghi, fino a San Niccolò: la scalinata del Monte le Croci. Per accedere alla scalinata bisogna trovare le strisce pedonali sul viale che va verso la chiesa di San Miniato. Individuato l'attraversamento pedonale troverete le scale sia a destra che a sinistra. Imboccando le scale a destra, tra i bar per intendersi, si scende verso la città mentre a sinistra della strada la scala sale verso la chiesa di San Salvatore al Monte, punto finale della scalinata. Così sono sceso giù per la scalinata. Seguendo i lunghi scalini
ci si rende conto che la scalinata rappresenta la via Crucis: ci sono grandi croci in legno corrispondenti alle fermate di Gesù.
Si scende dritti sino alla Porta di San Niccolò, il bel quartiere a ridosso della terza cerchia di mura fiorentine. A San Niccolò ci sono diversi locali uno accanto all'altro, c'è anche una gelateria. Ci sono gallerie d'arte contemporanea come lo studio di Clet Abraham con i suoi cartelli artistici che hanno affascinato Firenze, ora un po' demodé forse, ma sicuramente un principe della contemporary street art mondiale. Della serie: basta che non esageri con quei cartelli stradali modificati perché dopo un po' comincia a rompere troppo le scatole... :-P
Insomma attraversato il borghetto di San Niccolò sono passato per via dell'Olmo per arrivare in Piazza Demidoff (ombrosa e fresca d'estate). Di lì seguendo il Lungarno sulla sinistra, ho poi attraversato il Ponte alle Grazie dal quale si gode di una vista privilegiata sul Ponte Vecchio. Quindi via de' Benci e sono arrivato in Piazza Santa Croce. Una volta in Piazza Santa Croce merita svoltare a sinistra in via Borgo dei Greci e passeggiare per le storiche botteghe artigiane del cuoio fiorentino. Certo bisogna saper riconoscere le botteghe fiorentine, quelle che sono lì da anni, che c'erano prima che nascessi e che ancora oggi rappresentano il fiore all'occhiello della manifattura fiorentina. Quelle dei Fiorentini per intenderci. Diciamo che ci sono negozi che hanno oggetti più o meno vaghi, tutti uguali tra loro...poco Made in Italy e molto Made chissà dove... è un problema del nostro tempo però credo che noi possiamo scegliere cosa e dove acquistare anzi dobbiamo scegliere.
La mia passeggiata è continuata in fondo a Borgo dei Greci fino a Piazza San Firenze e poi Piazza della Signoria. All'angolo di San Firenze mi sono preso una piccola pausa giusto per godermi una buona cioccolata calda al Bar San Firenze.
Da Piazza della Signoria ho proseguito poi in via Porta Rossa(la prima a sinistra di via Calzaioli) passando per la Loggia del Porcellino fino ad arrivare in via Tornabuoni, la via dell'alta moda.
Seguendo le vetrine delle famose case di moda si arriva in Piazza Antinori, uno slargo più che altro, dove campeggia solenne la chiesa dei Santi Michele e Gaetano, di rado aperta al pubblico. Così ho approfittato dell'apertura per una visita alla chiesa barocca del XVII secolo che ospita opere di elevato spessore artistico. All'interno è molto curata dal pavimento al soffitto. Costruita tra i palazzi delle famiglie nobili fiorentine come i Tornabuoni(palazzo a fianco della chiesa) e gli Antinori(palazzo di fronte), la chiesa fu costruita e arricchita di prestigiose opere artistiche. Proprio queste famiglie contribuirono economicamente, insieme alla famiglia ducale dei Medici, all'arricchimento di quella che era la chiesa della zona più fastosa della città.
Da Piazza Antinori inizia via Antinori, proprio di fronte alla chiesa sulla destra. Di lì si arriva in via delle Belle Donne e svoltando a destra si prosegue sino a Piazza Santa Maria Novella. Ritornato alla stazione e al punto di partenza ho terminato la mia passeggiatina fiorentina.
Link:
Clet Abraham su Pinterest:
https://it.pinterest.com/thinkorange/clet-abraham/
La bella Chiesa dei Santi Michele e Gaetano:
http://www.chiesasangaetanofirenze.it/
domenica 14 febbraio 2016
La Piazza di Santa Croce
Cari lettori per iniziare non ho dubbi devo parlare un po' di Piazza Santa Croce perché ritengo che ogni fiorentino quando vede Piazza Santa Croce sente odore di casa. Più di piazza della Signoria, più di piazza Santa Maria Novella e di ogni altra piazza di Firenze. Piazza Santa Croce ha un fascino particolare e quando capito di lì mi sento come coccolato da un caldo abbraccio.
La piazza è della grandezza giusta: non ci spaventa perché troppo grande né dà l'impressione di chiusura e lo spazio non manca perché non è piccola.
Sul lato Est la lucente facciata della Basilica di Santa Croce che agl'occhi dei passanti è come una chioccia protettrice e materna. Al suo interno affreschi di Giotto e di suoi illustri allievi, opere del Bronzino, del Salviati, il famoso crocefisso del Cimabue, abbelliscono le cappelle delle nobili famiglie fiorentine e gli interni del convento adiacente alla basilica. Per gli amanti dell'arte è sicuramente un luogo da non perdere. Affascina come nel tempo la basilica sia diventata una sorta di pantheon degli artisti: al suo interno ci sono le tombe di illustri personaggi tra i quali Michelangelo, Galileo Galilei, il poeta Ugo Foscolo, Macchiavelli, Vittorio Alfieri, poi Leon Battista Alberti e Gioacchino Rossini. Le tombe stesse sono monumenti creati da artisti altrettanto illustri, come nel caso del monumento funebre di Vittorio Alfieri che è opera di un certo Antonio Canova..
Entrare in Santa Croce sembra un viaggio nella storia con tutti quei nomi e riferimenti dell'illustre passato. Sembra mancare solo un nome Fiorentino, tra le sacre sepolture di Santa Croce: il sommo poeta. Mai Ravenna ha voluto trasferire le spoglie di Dante Alighieri a Firenze. Mi piace pensare che sia Dante stesso a non voler la propria sepoltura a Firenze, dalla quale fu costretto ad andarsene esule. Ai Fiorentini restano il cenotafio celebrativo di Dante all'interno della basilica e l'imponente statua marmorea a fianco della facciata della basilica di Santa Croce. Dante ci guarda dall'alto, con quell'aria un po' minacciosa a ricordarci che siamo stati noi a mandarlo in esilio. La statua fu spostata su un lato della piazza dopo l'alluvione di Firenze del '66, infatti la sua posizione originaria era nel mezzo della piazza e aveva un ruolo certamente più rilevante...sono tutti piccoli vezzi dei Fiorentini che hanno un modo un po' permaloso di affrontare alcune questioni..
Tra i palazzi della piazza vi colpirà sicuramente il palazzo detto "dell'Antella" fatto tutto affrescare dal senatore Niccolò dell'Antella proprietario nei primi del 1600.
Curato in ogni dettaglio si osservi come le finestre siano più ravvicinate sul lato della basilica e man mano che ci si allontana siano più distanziate. Un accorgimento architettonico che da maggior ampiezza all'edificio per un effetto ottico di aumento volumetrico. Ci sono anche alcuni simboli come l'iscrizione circolare con disegnate le palle di giuoco che indica il centro del campo di gioco per le partite del calcio storico fiorentino che si svolgono ogni anno a Giugno proprio nella piazza.
Passeggiando per la piazza, vicino ai palazzi, a quelle mura in pietra, mi immagino quanta storia sia passata di qui..luogo di incontro dei Fiorentini di ogni epoca(per lo meno dal tredicesimo secolo in poi..).
La piazza è della grandezza giusta: non ci spaventa perché troppo grande né dà l'impressione di chiusura e lo spazio non manca perché non è piccola.
Sul lato Est la lucente facciata della Basilica di Santa Croce che agl'occhi dei passanti è come una chioccia protettrice e materna. Al suo interno affreschi di Giotto e di suoi illustri allievi, opere del Bronzino, del Salviati, il famoso crocefisso del Cimabue, abbelliscono le cappelle delle nobili famiglie fiorentine e gli interni del convento adiacente alla basilica. Per gli amanti dell'arte è sicuramente un luogo da non perdere. Affascina come nel tempo la basilica sia diventata una sorta di pantheon degli artisti: al suo interno ci sono le tombe di illustri personaggi tra i quali Michelangelo, Galileo Galilei, il poeta Ugo Foscolo, Macchiavelli, Vittorio Alfieri, poi Leon Battista Alberti e Gioacchino Rossini. Le tombe stesse sono monumenti creati da artisti altrettanto illustri, come nel caso del monumento funebre di Vittorio Alfieri che è opera di un certo Antonio Canova..
Entrare in Santa Croce sembra un viaggio nella storia con tutti quei nomi e riferimenti dell'illustre passato. Sembra mancare solo un nome Fiorentino, tra le sacre sepolture di Santa Croce: il sommo poeta. Mai Ravenna ha voluto trasferire le spoglie di Dante Alighieri a Firenze. Mi piace pensare che sia Dante stesso a non voler la propria sepoltura a Firenze, dalla quale fu costretto ad andarsene esule. Ai Fiorentini restano il cenotafio celebrativo di Dante all'interno della basilica e l'imponente statua marmorea a fianco della facciata della basilica di Santa Croce. Dante ci guarda dall'alto, con quell'aria un po' minacciosa a ricordarci che siamo stati noi a mandarlo in esilio. La statua fu spostata su un lato della piazza dopo l'alluvione di Firenze del '66, infatti la sua posizione originaria era nel mezzo della piazza e aveva un ruolo certamente più rilevante...sono tutti piccoli vezzi dei Fiorentini che hanno un modo un po' permaloso di affrontare alcune questioni..
Tra i palazzi della piazza vi colpirà sicuramente il palazzo detto "dell'Antella" fatto tutto affrescare dal senatore Niccolò dell'Antella proprietario nei primi del 1600.
Curato in ogni dettaglio si osservi come le finestre siano più ravvicinate sul lato della basilica e man mano che ci si allontana siano più distanziate. Un accorgimento architettonico che da maggior ampiezza all'edificio per un effetto ottico di aumento volumetrico. Ci sono anche alcuni simboli come l'iscrizione circolare con disegnate le palle di giuoco che indica il centro del campo di gioco per le partite del calcio storico fiorentino che si svolgono ogni anno a Giugno proprio nella piazza.
Passeggiando per la piazza, vicino ai palazzi, a quelle mura in pietra, mi immagino quanta storia sia passata di qui..luogo di incontro dei Fiorentini di ogni epoca(per lo meno dal tredicesimo secolo in poi..).
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| Piazza Santa Croce dal Palazzo dell'Antella |
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